Le prossime due settimane (decisive) di Alitalia
Prato alla francese, ultimi ritocchi. Titolo sospeso per eccesso di ribasso
Avanti con Parigi, ma titolo sospeso in Borsa per eccesso di ribasso alla riapertura dei mercati. Come previsto il consiglio di amministrazione Alitalia ha espresso il suo parere favorevole all'offerta vincolante pervenuta da Air France-Klm. Per gli amministratori della compagnia la proposta francese rappresenta l'unica vera e credibile strada per uscire dalla crisi industriale e finanziaria. Nonostante si trattasse di una decisione annunciata, il via libera è arrivato solo a notte inoltrata dopo una riunione che si è prolungata per quattordici ore. La proposta proveniente da Parigi, accolta all’unanimità dal board Alitalia, prevede un’offerta pubblica di scambio con un rapporto di centosessanta azioni Alitalia per una Air France-KLM e di un’opa sulle obbligazioni convertibili ad un prezzo unitario di 31 centesimi. Entro le prossime due settimane dovranno essere valutate alcune condizioni sospensive per porre in efficacia il documento firmato da Prato.

Avanti con Parigi. Come previsto il consiglio di amministrazione Alitalia ha espresso il suo parere favorevole all'offerta vincolante pervenuta da Air France-Klm. Per gli amministratori della compagnia, la proposta francese rappresenta l'unica vera e credibile strada per uscire dalla crisi industriale e finanziaria. Nonostante si trattasse di una decisione annunciata, il via libera è arrivato l'altroieri solo a notte inoltrata dopo una riunione che si è prolungata per quattordici ore. La proposta proveniente da Parigi, accolta all’unanimità dal board Alitalia, prevede un’offerta pubblica di scambio con un rapporto di centosessanta azioni Alitalia per una Air France-KLM e di un’opa sulle obbligazioni convertibili a un prezzo unitario di 31 centesimi. Entro le prossime due settimane dovranno essere valutate alcune condizioni sospensive per porre in efficacia il documento firmato da Prato. Innanzitutto un accordo con le organizzazioni sindacali di Alitalia e Alitalia Servizi. Per martedì è previsto l'incontro tra il presidente francese Jean-Cyril Spinetta e i rappresentanti dei lavoratori. Nel giorno del suo onomastico, il manager transalpino chiederà a confederali e autonomi di condividere il suo piano di risanamento con un discorso di sano realismo, consapevole di rappresentare l’unica reale possibilità per arrivare a un turnaround. Lo scoglio sindacale sarà soprattutto rappresentato da Cgil e Cisl (Raffaele Bonanni non ha nascosto le sue simpatie per il corregionale Carlo Toto), mentre la Uil Trasporti ha già manifestato aperture nei confronti dei francesi. Scontato invece il sostegno dei comandanti di Anpac e Unione Piloti. Nell’incontro con i sindacati Spinetta chiarirà quanti lavoratori di Alitalia Servizi (spinoff del 2006 di attività di manutenzione, amministrazione e IT voluta dall’ex presidente Giancarlo Cimoli) verranno riassorbiti dentro Alitalia e preciserà come con l’ex controllata (dove Fintecna dovrebbe incrementare la sua quota di partecipazione attualmente ferma al 49 per cento) si dovranno rinegoziare i contratti di servizio. Milleseicento sono gli esuberi previsti nel prossimo biennio. Le altre condizioni poste dai francesi fanno riferimento a un impegno scritto da parte del governo di continuare a gestire in maniera “trasparente e non discriminatoria” ogni futura richiesta sui diritti di traffico; a un accordo con Aeroporti di Roma sui livelli di servizio di Fiumicino, che sarà il terzo hub del nuovo gruppo accanto a Parigi e Amsterdam; la risoluzione della controversia legale con Sea, attraverso anche un impegno governativo. Per quanto riguarda la liquidità, i francesi hanno previsto un aumento di capitale di un miliardo di euro (a dicembre era stato previsto di 750 milioni). Per far fronte alla cassa ormai prosciugata si prevede l’apertura di una linea di credito da parte del Tesoro, da rimborsarsi dopo l’avvenuta ricapitalizzazione. Nel contratto firmato l'altra notte ci sono anche delle garanzie, il cui rispetto verrà monitorato da una fondazione olandese in cui siederanno un rappresentante francese, uno di Alitalia e un terzo concordato tra le due parti. Sulla nuova governance gli impegni riguardano la nomina del cda di Air France-Klm di un consigliere italiano e l’obbligo a mantenere per almeno tre anni tutte le azioni. Per l’aspetto industriale Alitalia resterà un’aerolinea con sede in Italia, mantenendo logo e livrea, il cui hub di Fiumicino crescerà in modo equo e coerente insieme con Parigi e Amsterdam (questa è la clausola che i francesi concessero a Klm sei anni fa e che, impropriamente, alcune parti politiche hanno tradotto in una moratoria). Air France, tra l’altro, si impegna a valutare la riapertura delle linee dirette dall’Italia verso India e Cina. Una volta conclusa l’operazione Air France-Klm modificherà la propria ragione sociale per includere anche il nome di Alitalia. Durante il cda inoltre è stato approvato il nuovo Piano industriale di Alitalia per il periodo 2008-2010, elaborato insieme con il nuovo partner. I primi due anni saranno dedicati al risanamento (con una riduzione anche della flotta), mentre dal 2010 è previsto il ritorno all’utile. Nuovi aerei sostituiranno i Boeing 767 entro il 2016 e gli Md80 entro il 2020. Per il trasporto merci invece Alitalia uscirà completamente dal business dei voli all cargo con la dismissione dei cinque Md11.